Il supermercato è senza dubbio il luogo più frequentato da chi desidera fare acquisti alimentari veloci e sicuri.

Sì, perché quando ci si ritrova davanti a tutta quella varietà di prodotti, oltre all’imbarazzo della scelta, c’è la sicurezza di portarsi a casa un alimento fidato e controllato.

Ma è davvero così sicuro acquistare prodotti al supermercato?

A questo proposito abbiamo deciso di indagare e ci siamo imbattuti in una classifica alquanto inusuale e poco conosciuta, chiamata “La Sporca Dozzina”.

Ideatore di questa interessante classifica è l’EWG, ovvero Environmental Working Group degli Stati Uniti, che dal 2004 pubblica la classifica dei prodotti più contaminati dai pesticidi ed ora ecco i nuovi risultati che riguardano la frutta e la verdura in vendita nell’ultimo anno.

La lista completa comprende 48 prodotti in vendita comunemente nei supermercati ma l’attenzione va ancora una volta ai 12 prodotti più interessati dalla presenza di residui di pesticidi che arrivano nel piatto e sulle tavole dei consumatori.

La classifica si basa sui risultati delle analisi fatte su oltre 35 mila campioni dal Dipartimento dell’agricoltura Usa e dall’FDA.

Devi sapere che i test sono stati eseguiti su campioni di prodotti già lavati e preparati per il consumo e non subito dopo averli raccolti dai campi dove i residui di pesticidi potrebbero essere in maggior quantità.

Sono stati presi in esame 48 varietà diverse di frutta e verdura e l’EWG ci dice che fra questi ben il 70% dei campioni sono risultati essere contaminati da uno o più residui di pesticidi.

Per l’esattezza, in totale sui campioni analizzati hanno trovato ben 178 residui di pesticidi diversi, che sono tantissimi!

Ma prima di dare un’occhiata alla sporca dozzina, credo sia giusto conoscere qualcosa in più sui pesticidi.

Ad esempio cosa sono, perché vengono utilizzati e soprattutto che effetti hanno sulla nostra salute.

PESTICIDI: COSA SONO E QUALI GLI EFFETTI HANNO SULLA NOSTRA SALUTE?

I pesticidi sono sostanze chimiche (o miscele di sostanze) usate in agricoltura per controllare le infestazioni di insetti, funghi, muffe o piante infestanti.

Queste sostanze sono conosciute anche come fitofarmaci, agrofarmaci ed antiparassitari.

Precisamente i pesticidi vengono divisi in categorie a seconda del tipo di ruolo che svolgono:

1. Insetticidi, per il controllo degli insetti nocivi che potrebbero proliferare nel terreno e danneggiare la pianta ed i suoi frutti.

2. Erbicidi, per il controllo delle piante infestanti che toglierebbero acqua e sostanze nutritive alla pianta impedendone la buona crescita.

3. Fungicidi, per il controllo dei funghi dannosi che potrebbero danneggiare sia la pianta che il terreno.

C’è da dire che negli ultimi sessant’anni le tipologie e le varietà delle sostanze usate in agricoltura sono molto cambiate e mentre altri tipi di pesticidi arrivavano sul mercato, l’agricoltura industriale diventava sempre più dipendente da tali sostanze per proteggere le colture da infestanti e malattie, allo scopo di garantire o incrementare i raccolti.

Perché?

Perché dal 1950 la popolazione mondiale è più che raddoppiata, mentre le aree destinate alle coltivazioni è cresciuta solo del 10%

In pratica si doveva trovare sempre più spazio per abitazioni e città (visto il crescente numero della popolazione) mentre lo spazio destinato alle coltivazioni è cresciuto decisamente poco.

C’è dunque una grande pressione nel produrre sempre più quantità di cibo, a basso costo e su terreni che diventano sempre più poveri di sostanze nutritive, perché ormai sono sfruttatissimi.

In questo modo l’attuale sistema agricolo è diventano sempre più intensivo e industriale, aiutandosi nella produzione con fertilizzanti, pesticidi, fitofarmaci, agrofarmaci e antiparassitari.

L’agricoltura, soprattutto quella industriale, ha iniziato ad utilizzare i pesticidi a partire dagli anni Cinquanta.

Purtroppo con il passare del tempo, a causa del loro uso molto diffuso e della loro persistenza, molti pesticidi hanno finito per accumularsi nel terreno e nell’ambiente.

Alcuni pesticidi infatti hanno tempi lunghissimi per degradarsi completamente e anche se, ad oggi alcuni di loro sono vietati, continuano comunque a circolare ed a essere rilevati nell’ambiente.

La persistenza di queste sostanze e i potenziali rischi ambientali hanno favorito una grande crescita delle ricerche sui loro effetti, anche per quel che riguarda la salute umana, che come ormai chiaro sono vari e diffusi.

Quello che è certo è che:

La maggioranza delle persone è esposta quotidianamente a veri e propri mix di composti chimici (non solo pesticidi) tramite diverse vie di esposizione.

I pesticidi contribuiscono ad aumentare questo carico di tossicità.

In generale siamo tutti esposti a un cocktail di pesticidi attraverso il cibo che consumiamo ogni giorno.

Nelle aree agricole, dove queste sostanze chimiche circolano nell’aria quando sono irrorate sulle coltivazioni, i pesticidi inquinano il terreno e le acque, e in alcuni casi vengono assorbiti anche dalle piante a cui non sono destinate. Quasi come un “virus” che viene trasportato dall’aria.

Quali sono le fasce di popolazione maggiormente esposte e più vulnerabili ai pesticidi?

I lavoratori e le loro famiglie:

Gli agricoltori e le loro famiglie possono essere maggiormente esposti ai pesticidi rispetto al resto della popolazione.

Gli operatori agricoli che applicano i pesticidi soffrono i più alti livelli di esposizione, ma anche i lavoratori delle serre possono essere altamente esposti.

Uno studio condotto in Europa sui residui presenti nei capelli degli operatori agricoli ha rilevato 33 sostanze diverse, inclusi erbicidi e fungicidi.

Anche quando gli operatori agricoli seguono le corrette misure di precauzione nell’uso dei pesticidi, rimangono comunque soggetti a un alto livello di esposizione che può essere rilevato nei loro tessuti corporei.

Anche le famiglie degli agricoltori che vivono in aree agricole potrebbero essere esposte ai pesticidi in maniera leggermente più elevata della media.

Questo in parte dipende dalla dispersione dei pesticidi nell’aria in prossimità delle abitazioni, ma anche dai vestiti e alle calzature contaminate che gli operatori agricoli portano a casa dopo il lavoro.

Un fatto particolarmente preoccupante se si pensa ai bambini, poiché rispetto agli adulti potrebbero essere più vulnerabili agli effetti tossici di alcuni pesticidi.

Bambini, neonati ed esposizione nel grembo materno:

Quando le donne in gravidanza o le madri durante l’allattamento sono esposte ai pesticidi, anche i loro figli potrebbero esserlo.

Alcuni pesticidi possono arrivare al feto attraversando la placenta, ed ai lattanti attraverso il latte materno.

Durante le prime fasi di sviluppo, gli organi dei neonati possono essere molto sensibili agli effetti delle sostanze tossiche.

Il cervello in via di sviluppo di un bambino, ad esempio, è più sensibile alle sostanze neurotossiche.

Nei bambini gli enzimi capaci di limitare la tossicità dei pesticidi sono meno attivi e presenti a livelli inferiori.

Negli esseri umani la fase dello sviluppo rappresenta un momento di particolare vulnerabilità agli effetti delle sostanze chimiche tossiche, inclusi i pesticidi.

L’esposizione ai pesticidi delle donne in gravidanza, e in alcuni casi l’esposizione dei bambini piccoli, è stata collegata a conseguenze negative per la salute dei bambini, che includono:

1. Peso e lunghezza ridotti alla nascita, e manifestazione di anormalità

2. Ridotte capacità cognitive

3. Alterazione del comportamento

4. Maggiore incidenza di leucemie e altri tumori

5. Maggiore incidenza di aborti

Gli effetti sulla salute derivanti dall’esposizione ai pesticidi è un grave problema, sia per i bambini che vivono in un contesto rurale sia per quelli che vivono in città.

Non finisce qui, perché all’elenco di tutte le malattie (non solo nei bambini ma anche negli adulti) dovute hai pesticidi si aggiungono anche:

1. Morbo di Parkinson: molti studi hanno evidenziato che l’esposizione ai pesticidi a cui sono soggetti i lavoratori agricoli è statisticamente associata a un aumento del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson.

2. Demenza e morbo di Alzheimer: evidenze crescenti indicano che l’esposizione ad alcuni pesticidi, nello specifico l’esposizione cronica agli organofosfati, potrebbe contribuire ad aumentare il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.

3. Sclerosi Laterale amiotrofica (SLA): Circa il 10 per cento dei casi ha un precedente familiare, ma si pensa che fattori ambientali come l’esposizione a solventi, metalli e pesticidi organoclorurati aumenti il rischio di sviluppare la malattia.

4. Malattie della tiroide: Esaminando 608 adulti (303 uomini e 305 donne) residenti in un’area del Brasile afflitta da alti livelli di contaminazione da pesticidi hanno rilevato un’aumentata prevalenza di ipertiroidismo; mentre le donne mostravano livelli maggiori di ormoni tiroidei, i livelli nei maschi risultavano più bassi della media.

5. Disfunzioni ormonali: Studi sperimentali effettuati in vitro mostrano un disequilibrio degli ormoni sessuali riconducibili all’esposizione ad alcuni pesticidi. Esistono inoltre evidenze del fatto che sia la fertilità maschile sia quella femminile potrebbero ridursi all’aumentare dell’esposizione ai pesticidi.

Ricordiamoci che tutti noi veniamo a contatto con i pesticidi, anche se non siamo agricoltori.

I pesticidi utilizzati nelle coltivazioni arrivano direttamente nelle nostre tavole, nel nostro piatto e infine nel nostro corpo.

In conclusione la salute delle comunità rurali e di tutti noi, bambini inclusi, è minacciata dai pesticidi che vengono diffusi nelle aree agricole (ma anche nelle aree di verde urbano e nelle nostre case) e che potenzialmente ritroviamo negli alimenti che consumiamo.

Perciò questa lista ancora una volta vuole aiutare noi consumatori a comprendere quali frutti e ortaggi sarebbe meglio tenere lontani per evitare i residui di sostanze indesiderate, soprattutto per bambini.

Ora vediamo insieme la Dirty Dozen ovvero la “sporca dozzina” di cui parlavamo.

DIRTY DOZEN 2017

Ecco la classifica della frutta e della verdura più contaminata dai pesticidi secondo l’Environmental Working Group.

Fragole
Spinaci
Nettarine
Mele
Pesche
Pere
Ciliegie
Uva
Sedano
Pomodori
Peperoni
Patate

Una buona notizia è che, come ogni anno, ad accompagnare la dirty dozen c’è la clean fifteen, cioè la lista dei 15 prodotti, tra frutta e verdura, più sicuri secondo l’EWG.

CLEAN FIFTEEN 2017
Ecco la classifica della frutta e della verdura più sicura secondo l’Environmental Working Group.

Questo non vuol dire che questi alimenti siano al 100% privi di residui, ma che a differenza di altri prodotti sono i più sicuri che troverai sugli scaffali di un supermercato.

Mais
Avocado
Ananas
Cavolo
Cipolle
Fagiolini surgelati
Papaya
Asparagi
Mango
Melanzane
Melone
Kiwi
Melone
Cavolfiore
Pompelmo

Rimane comunque un bisogno urgente di ridurre e, quando possibile, evitare la nostra esposizione alle sostanze pericolose.

Quindi come si può ridurre l’esposizione ai pesticidi?

Purtroppo le industrie alimentari e le coltivazioni intensive ed industriali (a conoscenza di questi rischi) non ammetteranno mai la pericolosità di queste sostanze.

Inoltre per il momento non hanno intenzione di smettere, poiché come abbiamo già detto le agricolture mondiali non riuscirebbero a produrre il cibo sufficiente a sfamare una popolazione, come la nostra, sempre affamata.

La prima cosa che bisogna fare per evitare i pesticidi è semplicemente, acquistare alimenti che vengono coltivati SENZA l’impiego di queste sostanze.

Al giorno d’oggi ci sono delle soluzioni ottimali,come l’orticoltura naturale, che a differenze delle agricolture industriali e intensive, non utilizzano pesticidi e sostanze chimiche nelle loro coltivazioni.

Ovviamente si tratta di metodi di coltivazioni più impegnativi e più costosi, ma che non compromettono la nostra salute

Maivo dunque è un’azienda agricola del tutto innovativa che vuole cambiare l’agricoltura che oggi ci ha portato ad avere prodotti di scarsa qualità e dal bassissimo livello nutrizionale.

Proprio per questo motivo è giusto cambiare il nostro stile di vita, incominciando a volerci bene, mangiando meglio.
Noi siamo quello che mangiamo.
Spiegando più nel dettaglio, bisogna stare attenti al semplice gesto di fare la spesa, bisogna conoscere i propri produttori di frutta e verdura, il proprio macellaio, il proprio panettiere e via dicendo.
Ma non conoscere loro come persone, ma conoscere la loro azienda e la loro filosofia, per poter avere la garanzia di poter mangiare solo cibo sano, privo di sostanze inquinanti per l’organismo.
E’ questo che MAIVO vuole trasmettere, una nuova consapevolezza alimentare, per questo noi garantiamo solo alimenti prodotti naturalmente, e seguendo un agricoltura PRO natura.
Vogliamoci bene e mangiamo meglio.